Recensioni

Carmen La Porta – Antiquario
 
L'approccio di Alessandro alla pittura, per noi che lo conosciamo nelle diverse sfaccettature della vita quotidiana, è davvero sorprendente.  
Non è facile immaginare che un dottore commercialista, immerso in un lavoro che certamente lascia poco spazio alla fantasia e alla libertà di espressione, possa dare vita a opere così intense e profonde. Ognuno di noi cerca un canale per esteriorizzare la propria intimità, la propria anima ed Alessandro ha  trovato nella pittura il suo mezzo di comunicazione più forte.
Visualizzando le sue creazioni ci si accorge del carico emotivo che avvolge ogni dipinto: gioia e dolore, pace e tormento, disincanto, attesa e stupore appaiono chiari agli occhi dell'osservatore. Intimismo e ricchezza dei particolari nei dettagli, a volte talmente perfetti da creare l'inganno di una fotografia, sono gli aspetti più evidenti che lasciano senza parole... 
In conclusione, da "esperta" di arte per lavoro ma soprattutto da amica trovo la visione delle opere di Alessandro una esperienza suggestiva e toccante che va al di là della osservazione asettica costringendo lo "spettatore" ad una riflessione intimistica quasi involontaria che spero possano provare tutti come è accaduto a me.
 
Mario Falanga – studente universitario
 
Ciò che colpisce, per la maggior parte delle opere, è la presenza dominante del paesaggio, scenario onirico a volte, sospesa vertigine, altre giudice severo o padre affabile. È lo sguardo della vita, che ci turba, ci incanta, ci sorprende e ci salva. Sicuramente ci fa crescere. È l'immagine del mondo che ci fa scoprire o riscoprire le persone che ci stanno accanto, alle quali vogliamo bene.
È lo specchio che ci consente di guardarci dentro e trovare noi stessi. Noi-gli altri, l'interno- l'esterno, l'ingenuità-la maturità. Non era semplice toccare tutte queste corde. Alessandro lo ha fatto.
 
Giovanna Distefano – Architetto
 
Con grande sorpresa scopro in Alessandro sensibilità e arte. L’osservazione di alcuni dipinti, in particolare,  mi riconduce spontaneamente ai due elementi della pittura di Caravaggio che sono la luce e il buio. Il contrasto tra luce e oscurità non crea dissonanza, piuttosto i due elementi opposti si completano, mettendo in evidenza un fatto importante: la luce diventa protagonista del messaggio del pittore.   Ci troviamo davanti a un chiaroscuro enigmatico e inquietante che sollecita l’anima. Un velo di malinconia avvolge in particolare i dipinti a soggetto.
 
Pierpaolo Giacona – Avvocato
 
Pensando agli artisti come ad  illuminati dotati della visione "geniale", intesa come virtù in cui intuizione ed ispirazione si sommano al crisma percettivo rendendolo uno straordinario strumento di sintesi creativa, si è portati a ritenere che essi alberghino in una dimensione ben distante dalla sfera delle abituali frequentazioni.
Anch’io lo credevo, ma quando ho visto i primi dipinti  di  Alessandro, che ho il piacere di conoscere e frequentare da oltre trent’anni, ho subito compreso che ne avevo incontrato uno.
Se la  funzione dell'arte è svelare la bellezza nascosta e l'armonia divina in tutte le cose, e se l’artista usa il linguaggio delle emozioni per comunicare concetti anche di notevole complessità, posso affermare senza tema di smentita che Alessandro è un Artista. La sua sensibilità ed  il suo equilibrio  sono ben rappresentati nelle sue opere.
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